A prosito di scale - ManettoIT

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A proposito di scale di valutazione delle comparazioni balistiche

Di recente ho appreso che Polizia e Carabinieri hanno firmato il protocollo che fissa la scala da adottare per delineare le possibili conclusioni che si possono avere nelle indagini balistiche, che si rifà a quella dell'ENFSI.

Personalmente, provenendo dalla Polizia Scientifica, dove ho lavorato per quasi 32 anni, ritengo che l'avere adottato un tale protocollo sia umiliante per la storia di una struttura prestigiosa, quale è il Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato, che vanta una storia ultracentenaria nell'ambito delle scenze forensi in generale.

Quando ho messo piede alla Sezione Indagini Balistiche del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo (gennaio 1987), chi mi precedeva mi ha impartito i rudimenti per approcciare una trattazione di tipo balistico e mi ha indicato il metodo da seguire per non incorrere in errori.

Il metodo d'indagine, fissato dagli esperti del Servizio Polizia Scientifica che si occupavano della formazione del personale, era patrimonio comune di tutte le Sezioni Indagini Balistiche che operavano nel territoio.

Tale metodo obbligava l'operatore a fare un determinato percorso tecnico che, alla fine dei lavori di osservazione dei reperti al microscopio comparatore, si poteva chiudere così: positivamente, se si riusciva a documentare, con una sequenza fotografica convincente, la presenza inequivocabile di impronte ripetitive su entrambi i reperti (bossoli e/o proiettili); negativamente, se non si riusciva a dimostrare la presenza di tali tracce.

Per quanto riguarda il secondo punto, bisogna precisare che un accertamento si può chiudere negativamente per due ragioni: o non ci sono tracce ripetitive su entrambi i reperti in comparazione, o i reperti sono danneggiati e le superfici utili da indagare sono molto limitate e, quindi, insufficienti per poter compiere un percorso convincente.

Mi ricordo anche che, quando si avevano dei dubbi sulla idoneità del reperto a fornire sufficienti elementi di convincimento, si ricorreva alla competenza di altri esperti ed alla fine ci si esprimeva nell'uno o nell'altro senso (positivo-negativo).

Se si concludeva con un esito positivo, bisognava comunque produrre una soddisfacente dimostrazione fotografica in modo da convincere chiunque sulla bontà dell'esito. 

Nelle scienze forensi non conta la parola di questo o quell'altro blasonato esperto, ma i fatti che si estrinsecano, in buona sostanza, con una convincente dimostrazione fotografica dei risultati raggiunti.

Tantissime volte mi sono recato al Servizio Polizia Scientifica o presso altri Gabinetti Regionali di Polizia Scientifica, per approfondire casi dubbi.

Se un reperto non è idoneo alle comparazioni o lo è parzialmete e, comunque, non si riesce a produrre una documentazione fotografica convincente, è inutile girarci intorno e ricorrere ad una delle cinque formulette per mettersi al riparo.

Si ! Sono convinto che si tratti di formulette per mettere al riparo operatori poco esperti.

La prima volta, infatti, che mi è capitato di sentire di formulette da adottare nel campo balistico, così come avveniva in altri settori, è stato nei primi anni del 2000, quando al Servizio Polizia Scientifica, a seguito della riorganizzazione della Sezione balistica, arrivarono nuovi elementi.

Questi, non avendo alcuna esperienza in questo campo, si trovavano in grosse difficoltà quando approcciavano un caso e, soprattutto, quando dovevano fornire un esito.

Per tale ragione pensarono bene di cominciare a formulare dei protocolli da adottare per risolvere il problema.

Ma quale problema ? Certamente il loro! Non certo quello della balistica forense che veniva trattata benissimo nei Gabinetti Regionali di Polizia Scientifica dove operavano esperti con venti e passa anni di esperienza, mediamente.

Andiamo al punto 2 della scala: Livello 2 - Giudizio di compatibilità: quando le caratteristiche di classe sono simili e le somiglianze osservate nelle caratteristiche individuali lasciano ancora qualche dubbio. Ad esempio perché le somiglianze non sono molto convincenti o perché sussiste qualche dubbio sulla peculiarità delle caratteristiche individuali riscontrate.

L'operatore, in base alla propria esperienza, trova coincidenza della classe d'arma e documenta caratteristiche individuali, corrispondenti, ma siccome ha dei dubbi sulla consistenza di questi elementi individuali esprime un giudizio di livello 2.

Il magistrato, quando ha davanti un esito di questo genere, che se ne fa ? Nulla! Al buio era e in tale condizione rimane. Se vuole fare chiarezza deve rivolgersi ad un esperto che abbia più esperienza perché una decisione la deve prendere.

Questo, a mio parere, vale per tutti i punti della scala.

Il risultato di questa “scalinata” è che l'operatore con tutte queste scappatoie non è incentivato a progredire, ad esternare i dubbi, che questa complessa attività comporta, ad esperienze più consolidate per avere un conforto.

Agli inizi della mia attività tecnico-balistica, nell'ambito della Polizia Scientifica, mi facevo un convincimento di negatività dell'accertamento, per insufficienza degli elementi di riscontro documentati. Considerato che non erano mai due soli occhi ad indagare, mi sorprendevo nel vedere l'ampia dimostrazione di positività raggiunta, sugli stessi reperti, da quello più esperto di me.

Allora non capitava mai il contrario, cioé un negativo fatto passare per positivo, perché il positivo doveva essere così ampiamente dimostrato che difficilmente quello più esperto bocciava il risultato raggiunto.

Sono cresciuto nella balistica approcciando le questioni con tale metodo e, quando in seguito la responsabilità della Sezione Indagini Balistiche gravava su di me, mi sono trovato io a dover verificare il lavoro degli altri operatori che erano con me e non.

Ai ragazzi che stavano con me ho sempre detto di accostarsi al microscopio comparatore adottando sempre lo stesso metodo:

1) verifica della classe d'arma:
- se non c'é l'accertamento è negativo;
- se c'è si passa alla ricerca delle impronte individualizzanti;

2) se si riscontrano gli elementi individualizzanti e vengono ampiamente documentati (60-100 % se sono parecchi, 100 % se sono pochi), l'accertamento è positivo, altrimenti è negativo (e non vedo perché debba sussistere una scala di valutazione con punti di valutazione d'incertezza);

3) se si è in presenza di reperti dannegiati, bisogna valutare l'entità della superficie utile all'indagine e quanti elementi individualizzanti la caratterizzano:
- se gli elementi individualizzanti si riscontrano anche sul reperto a confronto, in numero sufficiente (60-100 % se sono parecchi, 100 % se sono pochi), l'accertamento è positivo;
- se gli elementi individualizzanti non si riscontrano anche sul reperto a confronto, o il loro numero è esiguo, l'accertamento è negativo (e non vedo perché debba sussistere una scala di valutazione con punti di valutazione d'incertezza).

Credo che sia più corretto, rispetto alla scala proposta da Polizia e Carabinieri, fornire al magistrato un esito, con assunzione di responsabilità, che sia di positività, di negatività, o di impossibilità di pervenire ad un esito per insufficienza delle superifici utili per confronti.

Caronia, 21 agosto 2015

Biagio Manetto


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Scala di valutazione
Livello “A”: è adottato per fornire il giudizio di positività/identificazione, il più elevato che può essere formulato in una comparazione balistica tra proiettili e/o bossoli. Vi è coincidenza sia delle impronte di classe sia delle caratteristiche individuali, che hanno certamente valore distintivo. In base alle attuali conoscenze, ai mezzi disponibili e alle somiglianze osservate nelle caratteristiche individuali, è possibile concludere che il proiettile/bossolo è stato sparato/esploso dalla stessa arma. Osservare analoghe coincidenze in proiettili/bossoli sparati/esplosi da un’altra arma è considerato virtualmente impossibile.
Livello “B”: è adottato per fornire un giudizio di positività/compatibilità. Vi è coincidenza delle impronte di classe e corrispondenza delle caratteristiche individuali. Sebbene siano documentate caratteristiche individuali che corrispondono, l’esame lascia ancora dubbi residui. Ad esempio poiché le caratteristiche riscontrate trovano corrispondenze solo parziali e/o quanto osservato non è pienamente esaustivo e/o poiché sussistono dubbi residuali sul valore identificativo delle caratteristiche individuali riscontrate.
Livello “C”: è adottato per fornire il giudizio di inconcludenza. Vi è coincidenza delle impronte di classe tuttavia non sono osservate significative corrispondenze o differenze delle caratteristiche individuali. Il proiettile/bossolo potrebbe come non potrebbe essere stato sparato/esploso da una stessa arma. E’ altresì possibile che alcune differenze osservate nelle caratteristiche individuali possano, comunque, essere giustificate ipotizzando una modifica (usura, corrosione, e/o alterazione) dei congegni meccanici dell’arma.
Livello “D”: è adottato per fornire un giudizio di negatività/non compatibilità. Vi è coincidenza delle impronte di classe e sono state riscontrate differenze nelle caratteristiche individuali. L’esame, tuttavia, lascia dei dubbi residuali. Ad esempio perché le differenze non sono così evidenti e/o non si può escludere che le differenze possano essere dovute ad una modifica (usura, corrosione, e/o alterazione) dei congegni meccanici dell’arma.
Livello “E”: è adottato per fornire il giudizio di negatività/esclusione, il più elevato che può essere formulato in una comparazione balistica tra proiettili e/o bossoli. Vi è coincidenza delle impronte di classe e le caratteristiche individuali presentano differenze evidenti, ed è certo che le differenze non siano dovute a cause esterne (usura, corrosione, e/o alterazioni). E’ considerato virtualmente impossibile che il proiettile/bossolo sia stato sparato/esploso dalla stessa arma. Si utilizza il livello “E” anche nelle situazioni in cui sia impossibile che proiettili e/o bossoli siano stati sparati/esplosi dalla stessa arma in reperto, ad esempio perché le caratteristiche di classe non corrispondono.
Livello “Z”: è adottato quando il reperto non è utile ai confronti. Il reperto è con certezza un proiettile sparato o un bossolo esploso, ma le caratteristiche di classe ed individuali non possono essere determinate a causa del traumatismo subito o perché ci sono poche caratteristiche da comparare. Il livello “Z” si utilizza anche in quei casi in cui non si può nemmeno determinare se il reperto sia o meno un proiettile sparato o un bossolo esploso.
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Ho saputo della scala e siccome ho maturato una certa esperienza in materia di comparazioni balistiche, fatta di osservazione di migliaia di bossoli e proiettili (test e reperti) dei tanti casi capitati in Sicilia, ho pensato di rappresentare il mio pensiero in merito.

Ho parlato della scala precisando quali sono i problemi che questa pone rispetto alle esigenze di chiarezza che un giudice si aspetta da un laboratorio tecnico-scientifico.

Il metodo scientifico in tema di comparazione è quello di procedere con un certo ordine, dal generale al particolare, e documentando in modo che chi legge abbia piena contezza dello stato dei reperti e delle tracce che li caratterizzano.

Tutto il resto è artigianato: bisogna avere cognizione delle luci da adottare (fascio diretto, riflesso o una luce anulare), della composizione metallica dei bossoli e dei proiettili che può comportare che alcune tracce sono più numerose e marcate in un proiettile e lo sono meno nell'altro.
Per tale ragione non credo che sia una scala a risolvere il problema ma la preparazione e l'esperienza dell'accertatore. Se un dipendente di laboratorio istituzionale, o un perito privato, non ha abbastanza esperienza, non deve essere lui a dare un esito di comparazione.

Ho voluto portare un contributo esperienziale, alla luce del sole, su questo argomento, perché non credo che si possa vivere sempre acquattati aspettando di vedere quello che succede e,  per non rimanere sul teorico, voglio qui portare delle esemplificazioni pratiche di varie problematiche che si possono incontrare nelle comparazioni che non è corretto approcciare con una scala di valutazione ma con la preparazione e l'esperienza. 
Caronia, 29 agosto 2015 


La procedura di validazione dei risultati di balistica comparativa adottata dai laboratori dell'F.B.I.

Il protocollo di validazione dei laboratori F.B.I. è quello adottato dalla Polizia Scientifica italiana prima dell'avvento della scala ENFSI, come si evince dalla pagina web: https://www.fbi.gov/about-us/lab/forensic-science-communications/fsc/july2009/review/2009_07_review01.htm

In base a tale protocollo l'accertamento può avere tre esiti: elimination (esito negativo), identification (esito positivo), or inconclusive (non si può esprimere un parere di negatività o positività perché il reperto è danneggiato o altra ragione precisata dall'esperto).

Negli Stati Uniti le delicate problematiche riguardanti gli esiti degli accertamenti balistici vengono affrontate con la formazione del personale e con la dotazione di un protocollo di garanzia della procedura.
In Italia le stesse questioni vengono affrontate dotandosi di una scala di valutazione e non preoccupandosi minimamente della formazione del personale.


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I pareri di altri esperti balistici

Carmine BAIANO, già Sostituto Commissario della Polizia di Stato, che per oltre 25 anni si è occupato di balistica nell'ambito del Gabinetto Interegionale di Polizia Scientifica di Napoli, ha scritto:

Nicola DONNO, già responsabile della Sezione Indagini Balistiche del Gabinetto Interegionale di Polizia Scientifica di Bari, ha scritto:

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