Dimostrazioni che non dimostrano - ManettoIT

Vai ai contenuti

Menu principale:

NonVis > BalFor
DIMOSTRAZIONI CHE NON DIMOSTRANO
Capita, ormai di frequente, d’imbattersi in comparazioni di reperti che non fanno onore alla balistica forense.
Gli esempi sono tanti e non voglio qui presentare immagini di comparazioni a cui certi esperti attribuiscono un valore identificativo assoluto.
Non voglio polemizzare con questi esperti o innescare una inutile “caciara”.
Voglio semplicemente rappresentare quali sono gli accorgimenti che consentono di comprendere quali sono gli elementi da ricercare per potere attribuire ad una comparazione di reperti balistici un valore di certezza identificativa.
Una dimostrazione di equiprovenienza d’arma deve partire dalla classe d’arma.
Fatto ciò  si passa alla ricerca di impronte ripetitive per posizione, forma e dimensione, eventualmente presenti nei reperti in comparazione, avvalendosi di luci appropriate e di ingrandimenti ottici che vadano dal generale al particolare.
Alla fine del percorso di ricerca, se sussistono gli auspicati elementi identificativi, la sequenza fotografica ne dimostrerà la veridicità.
La balistica comparativa, diversamente dalle altre branche delle scienze forensi, ha una peculiarità unica: la dimostrazione di equiprovenienza d’arma, se c’è, è comprensibile a tutti.
Non sono dati numerici, o diagrammi, che il chimico o il biologo ne deve spiegare il significato, e i non addetti si devono fidare perché solamente un altro tecnico è in grado di comprenderle ed eventualmente controbattere.  
Se, per esempio, mostriamo la seguente foto a un non esperto della materia, questi, osservandola, non ha alcuna difficoltà a cogliere l’evidenza che vi sono delle microstrie che, partendo dal reperto posto a sinistra, continuano in quello posto a destra.

A questa foto di comparazione possiamo attribuire il valore: "si dimostra l'identità balistica", perché è eloquente la corrispondenza delle microstrie tra i due solchi della rigatura elicoidale.

Altri esempi di comparazione di proiettili dove, se l’esperto scrive che vi sono microstrie coincidenti, l’osservatore non ha alcuna difficoltà a coglierne le corrispondenze che ne dimostrano l’equiprovenienza.

   

Al riguardo voglio citare un documento pubblicato dalla AFTE (Association of Firearm and Tool Mark Examiners), intitolato: “Theory of Identification as it Relates to Toolmarks (https://afte.org/about-us/what-is-afte/afte-theory-of-identification), che precisa:
  1. The theory of identification as it pertains to the comparison of toolmarks enables opinions of common origin to be made when the unique surface contours of two toolmarks are in “sufficient agreement”.
  2. This “sufficient agreement” is related to the significant duplication of random toolmarks as evidence by the correspondence of a pattern or combination of patterns of surface contours.  Significance is determined by the comparative examination of two or more sets of surface contour patterns comprised of individual peaks, ridges and furrows.  Specifically, the relative height or depth, width, curvature and spatial relationship of the individual peaks, ridges and furrows within one set of surface contours are defined and compared to the corresponding features in the second set of surface contours.  Agreement is significant when the agreement in individual characteristics exceeds the best agreement demonstrated between toolmarks known to have been produced by different tools and is consistent with agreement demonstrated by toolmarks known to have been produced by the same tool.  The statement that “sufficient agreement” exists between two toolmarks means that the agreement of individual characteristics is of a quantity and quality that the likelihood another tool could have made the mark is so remote as to be considered a practical impossibility.
  3. Currently the interpretation of individualization/identification is subjective in nature, founded on scientific principles and based on the examiner’s training and experience.
Nel citato documento viene puntualizzato che: “Un sufficiente accordo tra due proiettili significa che l’accordo è di una quantità e qualità che la probabilità che un'altra arma possa aver reso lo stesso improntamento è così remota da essere considerata un’impossibilità pratica”.

Caronia, 22 gennaio 2018

Biagio Manetto
Torna ai contenuti | Torna al menu